Nell’era digitale una ‘app’ resuscita Frankenstein

La nuova app ‘Frankenstein’, splendidamente illustrata con vecchi disegni anatomici.

Il celebre ‘Frankenstein’ di Mary Shelley è stato trasformato in un’applicazione per iPhone e iPad. Si tratta della celebrazione dell’ingegno umano o della spaventosa presa in giro di un grande libro?

I fulmini infuriano mentre gli spettatori attoniti e impauriti si rannicchiano in un angolo. Uno scienziato schiaccia un pulsante e dal soffitto cala un tavolo di metallo coperto da teloni da cui sporge una mano, enorme. La mano si muove e allora lo scienziato grida: “E’ vivo. Ora finalmente so cosa si provi ad essere Dio”.

Questa è la scena iniziale del film Frankenstein del 1931. In realtà nel romanzo di Mary Shelley, scritto nel 1818, l’inizio era diverso. Lo scienziato non era pazzo, ma inquieto e dava vita alla sua creazione non davanti ad un pubblico ma in segreto e anche vergognandosene un pò.

La storia di Frankenstein nel corso degli anni è stata oggetto di numerosi adattamenti, alcuni più fedeli al romanzo, altri meno. Adesso arriva un riadattamento della storia completamente nuovo: un e-book interattivo che sarà disponibile come applicazione. Il fatto in sé non è una novità; nel corso degli anni altri classici della letteratura sono stati resi in versioni digitali animate. Sherlock Holmes e Dracula di Bram Stoker hanno entrambi avuto dei rifacimenti in versione digitale. Stavolta però è diverso perché si tratta di una vera e propria riscrittura del classico gotico di Mary Shelley.

Dave Morris, scrittore di videogiochi e fumetti, ha adattato il testo originale in modo tale che il lettore possa interagire con i personaggi del romanzo. La trama rimane la stessa ma cambiano sia i toni che i dettagli, in base alle scelte dei lettori. Questa radicale riscrittura di un classico potrebbe provocare l’indignazione di alcuni puristi ma l’e-book è senz’altro più fedele alla storia dei film e gli esperti hanno reagito all’esperimento con grande entusiasmo.

Un nuovo approccio

Si tratta di una nuova fase di evoluzione del romanzo? Una trama in cui è possibile navigare e intervenire, godere di video e musica che fanno da corollario alla storia e avere la possibilità di poter interagire con gli altri lettori, ma anche con l’autore. Stiamo senz’altro assistendo alla nascita di una forma d’arte completamente nuova.

I puristi, dal canto loro, gridano: “Fermatevi!”. Sostengono che il bello dei romanzi è che ci costringono a usare la nostra immaginazione e affermano che non dovremmo avere bisogno di auricolari per ascoltare il crepitio del fuoco, né di una versione digitale per interagire con i protagonisti. Sono convinti che questa versione computerizzata non arricchisca ma che, anzi, renda i romanzi soltanto più superficiali.

A Te La Scelta

  1. E’ sbagliato riscrivere i romanzi classici?
  2. La moderna tecnologia potrebbe danneggiare la nostra capacità di fantasticare e immaginare?

Attivita'

  1. Prova a progettare la riscrittura di un capitolo del tuo romanzo preferito, cercando di essere più fantasioso possibile.
  2. Cerca un altro importante esperimento di riscrittura digitale e interattiva nel campo delle arti (film, romanzo, ecc.) e scrivi cosa ne pensi.

Qualcuno Ha Detto...

“Gli adattamenti di grandi libri e film non sono mai buono come l'originale.”

Cosa ne pensi?

Attenti Alle Parole

Frankenstein
E’ un errore comune pensare che Frankenstein sia il nome del mostro, ma in realtà è il nome dello scienziato che lo ha creato. La sua creazione non ha nome. Spesso i critici lo hanno identificato come il simbolo delle parti oscure del suo subconscio.
Mary Shelley
Mary Shelley era figlia di Mary Wollstonecraft, femminista e scrittrice a difesa dei diritti delle donne.. Ha cominciato a scrivere Frankenstein a 19 anni, probabilmente assistita da suo marito, il poeta Percy Bysshe Shelley, e dall’amico Lord Byron.
Dracula
Si racconta che i vampiri moderni e Frankenstein siano stati creati durante una vacanza a Ginevra dove Mary Shelley, Lord Byron e un amico, John Polidori, si raccontavano storie di fantasmi fino a tarda notte. Polidori creò un aristocratico vampiro, anche se la storia di Dracula così come la conosciamo nacque solo 70 anni dopo.