Booker Prize, specchio dei nostri tempi bui

In palio: il vincitore del Booker Prize riceve 50.000 sterline e spesso vende molti più libri.

La narrativa può cambiare il mondo? Razzismo, ingiustizia, distruzione ecologica: svelati i finalisti del Booker Prize. I nuovi romanzi dipingono un quadro desolante della società moderna.

“Le persone che leggeranno i nostri libri tra 100 anni sapranno che abbiamo vissuto tempi bui”, questo il commento del filosofo Kwame Anthony Appiah quando ha rivelato i finalisti del Man Booker Prize 2018.

“Il tema dominante del romanzo inglese oggi è la nostra specie ... che affronta l’ansia, il dolore”, afferma Kwame. Allo stesso modo, il critico Leo Robson ha descritto i finalisti come “cataloghi di importanti crisi umane”.

I giudici hanno evidenziato i “momenti di orribile crudeltà” in Washington Black di Esi Edugyan, la storia di uno schiavo di colore in fuga dalla prigionia.

La violenza attraversa anche Milkman, il racconto di Anna Burns ambientato durante i Moti di Belfast. “Il giorno in cui qualcuno mi ha puntato una pistola al petto e mi ha chiamata ‘gatto’ minacciando di spararmi, è lo stesso giorno in cui è morto il lattaio”, è la prima frase del libro.

The Mars Room racconta la forza distruttiva della povertà nell’America di oggi, mentre The Long Take narradi un veterano di guerra che lotta per reintegrarsi in una società razzista.

Nel frattempo, The Overstory di Richard Powers si distingue per il suo messaggio ambientalista. Nel libro, nove estranei si uniscono per salvare una foresta dalla distruzione.

I libri possono riflettere questioni sociali scottanti come il razzismo, la povertà e la distruzione ambientale, ma quanto impatto possono avere sulla realtà?

La domanda affascina scienziati e scrittori. In uno studio recente, lo psicologo Keith Oatley afferma che “la comprensione delle storie condivide aree di attivazione cerebrale con processo di comprensione di altre persone” — in breve, la lettura crea empatia.

Il filosofo Gregory Currie fa notare che una maggiore empatia potrebbe “ridurre gli stereotipi sessuali e razzisti”. Molti credono che Uncle Tom’s Cabin, un romanzo del 1852 sugli orrori della schiavitù, abbia contribuito ad abolire la schiavitù in America.

Ma i romanzi possono davvero cambiare il mondo?

Il potere delle parole

Certo, affermano alcuni. La narrativa è uno dei più grandi motori di cambiamento. A differenza di vuoti slogan politici o di crudi fatti, la finzione gioca sulle nostre emozioni e sulla nostra innata socialità. Entrare nella vita di un’altra persona porta a una comprensione genuina, che sfocia nell’azione e provoca il cambiamento.

No, rispondono altri. Un grande romanzo può ispirarci e consolarci, ma cambiare il mondo? Non fino a questo punto. Economia, globalizzazione, politica, scienza: questi sono i veri motori dello sviluppo sociale e hanno un potere che va al di là della penna dello scrittore. Aspettarsi che i romanzi cambino il mondo è chiedere troppo a scrittori e lettori.

A Te La Scelta

  1. Può la narrativa cambiare il mondo?
  2. Sei d’accordo con l’affermazione che “stiamo vivendo tempi bui”?

Attivita'

  1. Qual è il tuo libro preferito? Scrivi un breve testo in italiano in cui spieghi perché ti è piaciuto così tanto
  2. Concentrati su un problema che ti sta particolarmente a cuore. Come potrebbe una storia risolverlo? Chi potrebbe essere il protagonista e cosa potrebbe accadere nel corso del romanzo? Descrivi la tua storia in un breve testo in italiano

Qualcuno Ha Detto...

“Se la letteratura non è una discussione con il mondo, allora non è niente”

Salman Rushdie

What do you think?

D & R

What do we know?
Che il Booker Prize si terrà il 16 ottobre e che al vincitore andrà un premio in denaro di 50.000 sterline. Nonostante tutto non tutti i libri contengono temi desolanti. “Leggere questi romanzi non mi ha lasciato in uno stato di depressione”, ha detto il giudice Val McDermid, secondo il quale i libri contengono anche “momenti esilaranti”.
What do we not know?
Chi vincerà. Secondo Odds Checker, l’attuale favorito è The Overstory di Richard Powers. Se vincesse, Powers diventerebbe il terzo scrittore americano consecutivo a portare a casa il premio. Ciò sarebbe oggetto di discussione, dal momento che gli scrittori americani sono stati ammessi a partecipare solo a partire dal 2014, decisione che ha fatto arrabbiare alcuni scrittori e critici inglesi.

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